Ray Ban 5228

Dietro alla facciata e al prisma del divertissement, alla cultura popolare e al suo folklore, ai concorsi per Miss e alle kermesse a quattro ruote, La truffa dei Logan è un’apologia dell’alterità e della sovversione sparata contro i prepotenti attraverso i tubi pneumatici. La riuscita del film nasce dalla dialettica tra la ripugnanza per un Paese votato all’eccesso e l’affezione per la (sua) gente, compresa quella che abita nel Sud rurale, bastione di tutti i conservatorismi. In faccia a una realtà che è impossibile ignorare e di cui l’elezione di Trump è il fatto più evidente, Soderbergh sceglie un cinema di denuncia (la disintegrazione del movimento sindacale, la deindustrializzazione, il fallimento del sistema sanitario) e insieme di diplomazia, che non riposa più sul riconoscimento di una frattura irreparabile tra le diverse Americhe e frequenta i fossati che le dividono..

Travolta dalla rivelazione, Lucia aspetta a casa il ritorno del marito Fausto, che rimane a sua volta completamente scioccato dalla notizia, cominciando a porsi una serie infinita di dubbi, dalla corruzione del mondo della pornografia alla sua stessa “mascolinità”. Improvvisamente quel figlio che entrambi avevano sempre creduto un po’ imbranato e senza alcun talento o vocazione si rivela una pornostar. Resta solo da accettare di capire come e perché.

Piango sempre, quando vedo i film di Tarkovski. Però a me adesso piacerebbe parlare del mio prossimo film, si può?Come sarà il suo prossimo film?Kirsten Dunst mi ha convinto a fare un porno: in Melancholia ho ripreso la sua vagina, ma non le basta. Ha detto di sentirsi pronta per il nudo e di voler fare di più.

Dopo I tempi che cambiano (2004), la Deneuve si investe scrittrice pubblicando il suo diario “A l’ombre de moi meme”, scritto sul set di Indocina (1972) e di Dancer in the Dark (2000). Presidente della giuria del Festival di Venezia nel 2006, appare nello stesso anno in alcune puntate di Nip/Tuck, in Le héros de la famille e in L’eletto. Nel 2007 presta la voce a Tadji Satrapi, la madre di Marjane in Persepolis, mentre tra il 2008 e il 2009 la troviamo in The girl on the train, Racconto di Natale e Bancs Publics (Versailles Rive Droite).

Se il colore è quello di Napoli, blu come il suo mare e il suo cielo, il suo destino è quello di bruciarsi subito, di consumarsi il tempo necessario per andare in scena. Cuore e centro del film è la napoletanità estroversa di Vincenzo Salemme a cui fa corona un gruppo di attori solidi che danno allo spettatore quello che si aspetta: Tosca d’Aquino la sciantosa con na vesta scullata, Iaia Forte la femmina indomita, Giovanni Cacioppo il siciliano fuori sede. A strappare risate di pancia è Massimiliano Gallo inerpicato in vere e proprie acrobazie di deformazione creativa del linguaggio e ‘accollato’ a Vincenzo Salemme, che gli serve la replica e poi chiosa con la complicità e la carica espressiva della lingua napoletana.

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